Quando si visita un tempio per la prima volta, ci si ferma un attimo davanti alla sala del Buddha. Nessuno spiega da quale porta entrare, dove mettersi una volta dentro o quante prostrazioni fare.
In realtà, bastano poche nozioni per seguire le usanze della sala del Buddha. Si entra da una porta laterale, si uniscono i palmi delle mani e ci si inchina, poi si fanno tre prostrazioni sul cuscino. Una volta compreso il significato di ogni gesto, sarà il corpo a ricordarlo.
Templeday ricrea in 3D la sala del Buddha di un tempio di montagna immerso nel bosco, dove è possibile unire i palmi delle mani e prosternarsi. Mostra anche gli altri visitatori presenti nella stessa sala, per farvi vivere l’atmosfera di un luogo condiviso, senza essere soli.

Le usanze da conoscere prima di visitare una sala del Buddha
Le usanze del tempio esprimono attraverso il corpo il rispetto per il Buddha e per chi pratica in quel luogo. Più che memorizzare l’ordine dei gesti, capirne il motivo aiuta a seguirli con naturalezza.
Si entra nella sala del Buddha dalle porte laterali, non da quella centrale
La porta al centro della facciata della sala del Buddha si chiama eoganmum. Poiché conduce direttamente davanti al Buddha, i visitatori la evitano ed entrano o escono dalle porte laterali. Le scarpe si tolgono e si sistemano in ordine, così da poterle indossare facilmente all’uscita.
Anche all’interno della sala del Buddha si lascia libero il posto al centro, proprio davanti alla statua: è l’eogan. Se occorre attraversarlo, si passa in silenzio con le mani giunte e un leggero inchino.
Il gassho e il mezzo inchino sono i saluti di base al tempio
Il gassho consiste nell’unire ordinatamente i palmi delle mani davanti al petto. Esprime il raccoglimento della mente e il rispetto per l’altra persona. Se ci si inchina mantenendo le mani giunte, si esegue un mezzo inchino.
Il mezzo inchino è il saluto più frequente al tempio. Quando si entra o si esce dalla sala del Buddha, prima e dopo le prostrazioni complete e quando si incontra un monaco o un altro visitatore nel complesso, si uniscono le mani e si china il capo e il busto, al posto delle parole.
Sul cuscino si fanno tre prostrazioni, appoggiando a terra cinque punti del corpo
Entrando nella sala del Buddha, gli si rendono tre prostrazioni complete: è il sambae. Significa affidarsi ai Tre Gioielli: il Buddha, i suoi insegnamenti e i monaci che li seguono.
La prostrazione completa, detta ochetuji, si esegue chinandosi fino a toccare il pavimento con cinque punti: entrambe le ginocchia, entrambi i gomiti e la fronte. Significa abbassarsi il più possibile e mettere da parte l’orgoglio. Da chini, si girano i palmi verso l’alto accanto alle orecchie, come a sostenere i piedi del Buddha.
Alla terza prostrazione si aggiunge il godurye prima di rialzarsi. Da chini, si solleva brevemente solo la testa con le mani giunte, poi si riappoggia la fronte a terra. È chiamato anche yuwonbanbae. Al termine delle prostrazioni ci si rialza e si conclude con un mezzo inchino.
Anche i suoni del tempio hanno ciascuno un significato
All’ora della cerimonia, nei templi si suonano in successione la grande campana, il tamburo del Dharma, il mokugyo e il gong delle nuvole. Questi quattro strumenti sono chiamati samul e i loro suoni raggiungono luoghi diversi. Si dice che la grande campana risuoni per gli esseri dell’inferno sotterraneo, il tamburo del Dharma per gli animali sulla terra, il mokugyo per le creature acquatiche e il gong delle nuvole per quelle che volano nel cielo.
Il moktak è una piccola versione del mokugyo, lo strumento di legno a forma di pesce, che si può tenere in mano. Poiché si ritiene che i pesci non chiudano gli occhi nemmeno di notte, ricorda a chi pratica di restare sempre vigile. Anche i campanelli appesi alle gronde della sala del Buddha hanno un pesce: a ogni soffio di vento diffondono lo stesso insegnamento.
Il dipinto dietro la statua del Buddha è un taenghwa di accompagnamento
Il grande dipinto appeso alla parete dietro la statua del Buddha si chiama hubul taenghwa. Spesso raffigura il Buddha che predica, circondato da bodhisattva, discepoli e divinità protettrici. Si ritiene che la sala del Buddha sia completa come spazio di culto solo quando la statua e il dipinto sono presenti insieme.
| Gesto o suono | Quando | Significato |
|---|---|---|
| Gassho | Quando si saluta o si prega | Raccoglie la mente e manifesta rispetto per l’altra persona |
| Mezzo inchino | Quando si entra o si esce dalla sala del Buddha, o si incontra qualcuno nel complesso | È il saluto di base: ci si inchina con le mani giunte |
| Tre prostrazioni | Quando si rende omaggio al Buddha nella sala | Ci si affida ai Tre Gioielli con una prostrazione completa e ci si fa umili |
| Godurye | Prima di rialzarsi dall’ultima prostrazione | Esprime ancora una volta il rispetto che non si è riusciti a manifestare pienamente |
| Grande campana | Alle cerimonie del mattino e della sera | Il suo suono soccorre anche gli esseri dell’inferno |
| Mokugyo e moktak | Durante le cerimonie e la recitazione dei sutra | Il primo è per le creature acquatiche; il secondo ricorda di restare vigili nella pratica |
| Campanelli | Quando soffia il vento | Il loro suono limpido risveglia la mente alla pratica |
Tutti i gesti della tabella si possono fare senza emettere alcun suono. Se vi sentite a disagio a parlare durante la prima visita a un tempio, basta un gassho accompagnato da un mezzo inchino per salutare.
Cosa si può fare nella sala del Buddha di Templeday
Dal cortile alla sala del Buddha, salendo i gradini di pietra

Aprendo l’app si parte dal cortile di un tempio di montagna, cosparso di foglie. Toccate il luogo verso cui volete andare e vi ci dirigerete; potete anche camminare direttamente usando il joystick in basso a sinistra. Al vostro ingresso risuona una volta la grande campana, mentre in lontananza si sentono il moktak, gli uccelli e il ruscello.
Salendo i gradini di pietra ed entrando nella sala del Buddha, vedrete la statua, il dipinto alle sue spalle e le lanterne di loto. Trascinando lo schermo potete guardare intorno alla sala e, dalle finestre, ammirare una pineta avvolta nella nebbia.
Fare il gassho in piedi e prosternarsi seduti sul cuscino
Per salutare le persone nella sala del Buddha, basta premere il pulsante del gassho mentre si è in piedi. Sullo schermo degli altri presenti nella stessa sala appare il messaggio: «○○ ha salutato a mani giunte». Come il mezzo inchino descritto sopra, è un saluto che si offre senza parole.
Raggiungendo un cuscino, ci si siede e appare il pulsante per prosternarsi. Premendolo, si continua a prosternarsi lentamente fino a fermarsi, e a ogni prostrazione si sente il suono di una campana tibetana. Potete vedere anche i visitatori sui cuscini accanto che si prosternano.
Scegliere una sala del Buddha non affollata

Ogni sala del Buddha ha un limite di visitatori, così non è mai troppo affollata. Toccando il nome della sala in alto a sinistra, si apre l’elenco con il numero di presenti; se ne scegliete un’altra, vi ritroverete nel cortile di quella sala.
Quando entrate, vi viene assegnato automaticamente un nome ispirato alla natura, come «Uccello di montagna silenzioso» o «Aghi di pino rilassanti». Non serve registrarsi né scegliere un nome; toccando un altro visitatore, ne vedrete il nome.
Regolare i suoni del tempio secondo i propri gusti

Nelle impostazioni in alto a destra potete regolare separatamente il volume dei suoni della natura, delle preghiere e degli effetti. Potete alzare solo il canto degli uccelli e il rumore del ruscello per rilassarvi, oppure aumentare il volume delle preghiere per immergervi nell’atmosfera della sala del Buddha.
Cosa abbiamo curato nella creazione di Templeday
La statua del Buddha nella sala è stata realizzata usando i dati 3D di una statua seduta in bronzo dorato del periodo Goryeo, pubblicati dal Museo Nazionale della Corea. Il dipinto hubul taenghwa alle sue spalle è un dipinto del periodo Joseon conservato al Museo Civico di Samcheok; anche le immagini di Amitabha ai lati appartengono alle collezioni del Museo Nazionale della Corea. Sono tutti materiali del patrimonio culturale resi pubblici affinché chiunque possa usarli citandone la fonte.
Anche i suoni provengono da veri templi. La grande campana che risuona quando si entra nella sala è stata registrata al tempio Manbongsa, mentre le preghiere della sala sono state registrate al tempio Gakwonsa. Solo il suono della campana tibetana che accompagna le prostrazioni è stato creato sintetizzandolo, senza registrazioni.
Abbiamo scelto di non includere una chat. Come quando si saluta con un gassho e un mezzo inchino una persona appena incontrata in una vera sala del Buddha, volevamo che anche nell’app fosse possibile percepire la presenza reciproca solo con il gassho e le prostrazioni.
A chi lo consigliamo
- A chi vuole familiarizzare con le usanze della sala del Buddha prima di un soggiorno in un tempio o di una visita a un monastero
- A chi desidera riposare la mente per qualche minuto in un luogo tranquillo, anche durante una giornata intensa
- A chi trova malinconico meditare da solo e desidera stare con qualcuno senza parlare
- A chi vuole rilassarsi ascoltando la grande campana, le preghiere e i suoni della natura del tempio
Domande frequenti
Funziona anche senza Internet?
No. L’app permette di stare insieme ad altri visitatori nella stessa sala del Buddha, quindi è necessario essere connessi a Internet.
È necessario registrarsi?
No. Aprendo l’app si parte subito dal cortile del tempio di montagna e viene assegnato automaticamente anche un nome.
Si può parlare con gli altri visitatori?
No, non c’è una chat. Se salutate a mani giunte, però, gli altri presenti nella sala ricevono una notifica e potete vedervi mentre vi prosternate.
Va bene anche per chi non è buddista?
Sì. È uno spazio in cui riposarsi nell’atmosfera e nei suoni di un tempio, quindi chiunque può entrarvi liberamente. Per chi è curioso delle usanze del tempio, può anche essere un modo per esercitarsi prima di una visita.
Si può entrare nella stessa sala del Buddha con un amico?
Sì. Potete scegliere una sala del Buddha in alto a sinistra: basta selezionare lo stesso nome della sala per entrarvi insieme.